dati diritto all’istruzione in palestina

 

R2E foglio informativo da www.right2edu.birzeit.edu

Campagna Diritto all’Istruzione, Università di Birzeit, 1 marzo 2008

DETENUTI

Università di Birzeit

  • totale detenuti dal novembre 2003: 339

  • detenuti attualmente: 95 (38 dei quali non sono stati accusati)

– 57 processati

– 19 in attesa di processo

– 14 in Detenzione Amministrativa ( l’incarcerazione più lunga corrisponde a più di 2 anni e mezzo)

– 4 sotto interrogatorio

-1 dipendente sotto interrogatorio

 

  • Nel dicembre 2007, il rappresentante del Consiglio degli Studenti dell’ università di Birzeit è stato accusato di far parte di “un’organizzazione illegale” e di “ricoprire una posizione di responsabilità” all’interno della stessa. È tuttora trattenuto nella prigione di Ofer e sarà incarcerato per almeno un anno in base a quello che è un mezzo “legale” per punire i giovani palestinesi impegnati nell’attività politica.

  • Dal gennaio 2008, 1 dipendente e 8 studenti sono stati arrestati, compreso il sostituto di Fadi Ahmad alla guida del Consiglio degli Studenti, Abdullah Owais, che è ancora in attesa di un processo. 3 di questi studenti sono sotto Detenzione Amministrativa.

  • Molti studenti, senza considerare se siano o meno coinvolti nelle attività studentesche, sono arbitrariamente soggetti a interrogatorio. Gli studenti che si oppongono a questi interrogatori vengono poi molestati ai checkpoints, vengono loro negati i permessi di lavoro e sono esposti a irruzioni nelle proprie case.

  • Circa il 30% degli studenti che vivono a Birzeit hanno dovuto subire questo tipo di interrogatori.

Università nazionale di An-Najah

  • 3 membri di facoltà sono stati incarcerati dall’eserito israeliano a partire dal dicembre 2007

  • attualmente in carcere:

– 6 membri dello staff universitario

– 1 guardia di sicurezza

– 80 studenti

Università di Al-Quds

  • un decimo degli studenti della Al-Quds University sono stati imprigionati dalle forze di occupazione israeliane.

GAZA

  • dopo la chiusura del valico di Rafah nel giugno 2007, 722 studenti universitari palestinesi che studiavano all’estero sono rimasti bloccati a Gaza ( 30 studiano negli Stati Uniti, 10 in Gran Bretagna). Anche altri 2000 studenti iscritti a scuole estere sono rimasti bloccati. Sono una parte dei 7500 cittadini di Gaza che hanno bisogno di permessi per continuare a lavorare, per accedere all’istruzione e per usufruire di cure mediche fuori da Gaza.

  • Per un aggiornamento riguardo all’accesso all’istruzione internazionale per gli abitanti di Gaza vedi il report del Centro Palestinese per i Diritti Umani su www.pchrgaza.org.

  • Per informazioni su come Israele mina l’istruzione superiore a Gaza vedi il repot di Gisha dell’ottobre 2007 su www.gisha.org.

  • Nel gennaio 2008 c’erano ancora 625 studenti costretti a rimanere a Gaza e impossibilitati a proseguire i loro studi.

  • Agli studenti di Gaza è inoltre proibito frequentare le università palestinesi della Cisgiordania. Nel 2006 una decisione della Corte Suprema di Israele ha proibito a 10 palestinesi di accedere all’università di Betlemme per studiare terapia occupazionale. Il motivo addotto dallo Stato fu quello che, una volta dato loro il permesso di andare, gli studenti sarebbero diventati dei “corrieri di informazioni”, degli informatori.

  • Nel giugno 2006 un cacciabombardiere F-16 ha bombardato l’Università Islamica di Gaza.

  • Cica il 78% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, così in molte famiglie povere si manda a scuola a turno uno dei bambini in modo da poter condividere la stessa divisa scolastica.

  • La Queen’s University di Belfast ha redatto un rapporto che dimostra che il 98% dei bambini di Gaza soffre di traumi psicologici, seri e debilitanti effetti psichici e psicologici.

  • Il rappresentante dell’UNRWA (Agenzia di Aiuto e Lavoro delle Nazioni Unite) a Gaza, John Ging, ha dichiarato che “Tra le altre cose, l’impatto di anni di violenze ed embarghi, di distruzione delle scuole e povertà endemica emerge chiaramente dagli scarsi risultati agli esami ottenuti da bambini di Gaza in età scolare”. (The Independent, 6 ottobre 2007).

  • A settembre 2007, l’UNRWA ha rivelato che il 30% degli studenti non aveva libri di testo in quanto l’esercito israeliano impediva il loro ingresso a Gaza. L’UNRWA paga per 200’000 studenti di Gaza, la metà degli studenti della Striscia.

  • Il bando è stato esteso anche a tutti quei materiali come carta, inchiostro, occorrente per la rilegatura, aggravando così la scarsità di libri dato che i testi scolastici pubblici dell’Autorità Palestinese vengono stampati a Gaza dopo che il curriculum egiziano è stato sostituito con uno proprio. Il ministro dell’Istruzione palestinese ha affermato che da settembre 2007, il 27% dei libri di testo del governo non è stato stampato.

Le scuole nazionali si occupano della metà del totale di bambini/studenti della Striscia di Gaza.

ISOLAMENTO ECONOMICO

  • Il costo totale sostenuto dalle università in seguito delle invasioni israeliane è di 7’888’133 dollari. Vedi il rapporto del Ministero per l’Istruzione superiore su www.mohe.gov.ps (“The Effect of the Israeli Occupation on the Palestinian Education).

  • L’università di Birzeit riceve solitamente 1,5 milioni di dollari l’anno dall’Autorità Nazionale Palestinese (PA), una parte del normale budget dato a tutte le università in base alle loro dimensioni. Da quando è iniziato il blocco economico, la PA è riuscita a trasferire solo una parte esigua di questo stanziamento lasciando l’università senza 1,2 milioni di dollari. Di conseguenza i salari dei membri dello staff dell’università sono stati dimezzati per 2 mesi, 3000 studenti non sono riusciti a pagare le tasse e hanno scioperato, e il budget annuale è stato intaccato pesantemente.

ISOLAMENTO FISICO

  • Il risultato della cantonizzazione della Cisgiordania è stato quello di far perdere alla Birzeit University il suo carattere nazionale in quanto gli studenti devono affrontare difficoltà crescenti nell’accesso all’università. Per esempio, il checkpoint di Qalandya causa agli studenti un ritardo giornaliero di 1-2 ore.

  • Le difficoltà di spostamento comportano la mancata libertà degli studenti di scegliere il proprio percorso di studi, per esempio:

– la Arab American University di Jenin non offre lauree in ingegneria

– le università Al-Quds e An-Najah sono le uniche università di medicina nei territori occupati

– all’università di Betlemme il 70% degli studenti è costituito da ragazze. Questo denota come le difficoltà di spostamento verso altre università portino le famiglie a scegliere di mandare a vivere via di casa per studiare i figli maschi piuttosto che le figlie.

 

  • L’80% della popolazione riferisce difficoltà nello svolgere la routine quotidiana, compreso raggiungere scuole e università. (PCBS, maggio 2004).

  • Il muro taglia la strada al 36% degli studenti della Al-Quds University e impedisce a 15’740 studenti di raggiungere le loro scuole.

Inoltre ne risulta una mancanza di insegnanti per le aree palestinesi di Gerusalemme poiché molti di loro provenivano dalla Cisgiordania.

ISOLAMENTO SOCIALE

  • Lo stato d’Israele controlla i confini e il registro della popolazione dei territori palestinesi occupati (oPts).

  • Nel 2000 erano 350 gli studenti all’università di Birzeit; molti sono stati espulsi, altri sono rimasti “illegalmente” in Cisgiordania rischiando di essere espulsi da un giorno all’altro. Nel 2005 erano solo 35. Oggi non ne rimane nessuno.

  • Dall’inizio del 2006 a molte migliaia di palestinesi con passaporti esteri, e agli stranieri, è stato impedito di entare per visitare, lavorare o studiare nei territori occupati. Questa politica ha portato un clima di profonda incertezza per le università palestinesi.

  • Il benessere finanziario e accademico dell’università di Birzeit è stato particolarmente colpito. Mancava infatti il 50% dei membri dello staff con passaporto estero: 52 nel maggio 2006, 27 nel settembre dello stesso anno.

  • Nell’anno accademico 2006-2007, 14 membri di facoltà rischiavano di non poter rimanere fino alla fine dell’anno. C’erano anche 383 studenti (ancora in attesa che le loro carte d’identità vengano emesse da Israele) che temevano di essere espulsi o incarcerati ogni volta che passavano un checkpoint.

  • I dipartimenti rischiano costantemente di perdere il loro staff, e, quando questo accade, il resto dello staff viene sovraccaricato di lavoro o i corsi vengono cancellati.

  • A 13 studenti iscritti al programma di studi palestinesi e arabi della Birzeit, non è stato permesso di entrare o rientrare per iniziare o continuare i loro studi. Questo ha messo a rischio il programma di lingua e cultura araba che è completamente autosufficiente e dipende solo dall’accesso all’università di studenti stranieri.

  • All’An-Najah University di Nablus a un insegnante francese è stato negato il permesso di rientrare nel 2006, e il dipartimento di Inglese non ha trovato abbastanza lettori di madrelingua per rispondere alla richiesta. Quindi gli studenti dell’An-Najah hanno perso delle borse di studio per studiare all’estero a causa di carenze nella conoscenza della lingua.

Nel 2007, 7 studenti stranieri che dovevano frequentare il campo estivo dell’università, sono stati bloccati al confine e un insegnante con passaporto statunitense ha ottenuto di entrare nel paese, ma non a Nablus.

  • Allo stesso modo, 8 insegnanti palestinese con carta d’identità israeliana non posono più entrare a Nablus, e uno di loro rischia ogni giorno l’arresto perchè è deciso a continuare il suo lavoro. L’università ha altri 30 studenti con carta d’identità israeliana nelle stesse condizioni.

  • Nel giugno 2007 il dipartimento di Inglese della Arab American University di Jenin è stato chiuso per le difficoltà di avere insegnanti e lettori di madrelingua. Queste difficoltà sono dovute alle procedure attuali riguardo l’immigrazione in Israele che hanno trasformato l’esercizio di una professione in Cisgiordania in un gioco d’azzardo.

dati diritto all’istruzione in palestinaultima modifica: 2008-03-24T19:40:00+01:00da g.eufrasia
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